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Gestione delle polveri di lavorazione dei materiali lapidei

lavorazione dei materiali lapidei

Secondo la vigente normativa le aziende sono obbligate ad evitare la dispersione in aria delle polveri derivanti dai processi di lavorazione dei materiali lapidei.
Alcune Regioni hanno integrato la disciplina in materia e previsto alcuni interventi mirati per il settore lapideo. Un esempio è quello della Regione Toscana che, mediante la Determina n° 6959 del 14/05/2020, ha previsto “l’individuazione di nuove categorie e criteri per le attività da assoggettare ad autorizzazione generale ai sensi dell’art. 272 del Dlgs 152/2006. Approvazione degli allegati tecnici A) per attività di “lavorazione inerti” e B) di “lavorazioni materiali lapidei ornamentali (marmi, pietre, graniti etc.)”

Nel caso delle attività di “lavorazioni materiali lapidei ornamentali (marmi, pietre, graniti etc.”, in particolare, l’allegato tecnico B) al punto 3.5 – impianti di abbattimento – riporta due tipologie di sistemi di abbattimento: quella tradizionale a secco (ottenuta attraverso sistemi di aspirazione e filtri a cartuccia) e quella ad umido.

Anche altre Regioni hanno seguito lo stesso percorso, semplificando notevolmente la previgente normativa, talvolta poco chiara e lacunosa.
Negli impianti classici le polveri vengono aspirate e trattenute da appositi filtri a manica che, ovviamente, tendono ad ostruirsi e sono soggetti a manutenzione e sostituzione. Un aggravio del sistema è costituito anche dal fatto che le polveri ottenute devono essere poi movimentate e smaltite, aggiungendo ulteriori costi alla lavorazione.

Considerato il recente intervento normativo, nel caso di un’attività del settore che, all’interno della propria azienda, ha già un impianto per il trattamento delle acque di lavorazione per il taglio ad acqua, è possibile predisporre un sistema di abbattimento ad umido, previsto dalla normativa, per le polveri prodotte dalle lavorazioni a secco, in modo da farle gorgogliare le polveri nelle stesse acque di processo, intrappolandole con gli altri residui del marmo.
E’ evidente che, quanto sopra descritto, costituisce una modifica impiantistica con costi molto contenuti, in quanto sarà possibile implementare il sistema già presente, rendendolo più efficiente e contemporaneamente rispettando il valore limite delle polveri di 10 mg/Nm3 imposto dal dettato normativo.

gestione delle polveri

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